Nella Livorno degli anni settanta-ottanta un ragazzino vede il padre dilapidare denari dignità e futuro familiare a poker, non bastano una madre meravigliosa e un’intelligenza superiore per non segnare in maniera indelebile la psiche del futuro uomo che, suo malgrado, spinto da uno straordinario amico, si scoprirà eccezionale proprio in quel ‘maledetto’ gioco: il poker, diventando egli stesso un giocatore professionista pressoché imbattibile. Il protagonista rivive la propria esistenza durante il suo stato comatoso causato da un terribile quanto strano incidente stradale in cui riesce indubbiamente a pensare ma anche ad avvertire qualcosa intorno a lui, pur non comunicando poco e male sente e vede. La memoria lo sorprende per quante cose riesca a riesumare del suo passato costringendolo a inevitabili bilanci. Intanto, fuori, i suoi amici, nel corso degli anni diventati la sua famiglia, si prodigano per appurare la dinamica dell’incidente da subito poco chiara e mentre un ordinario ma acuto commissario mette insieme la verità, ad uno ad uno i personaggi cari al protagonista raccontano la loro storia che va sempre, o quasi, ad intrecciarsi con la sua, quella di Lorenzo Graziani detto il Giapponese. Ho cercato di inquadrare la condizione di una famiglia dove uno dei componenti è affetto da ludopatia, come il padre di Lorenzo, e quanto e come questo incida sull’equilibrio degli altri, in secondo luogo, dopo aver descritto ‘i giocatori’ attraverso una visione del tutto personale, ho dato, oltre a tratti singolari, un animo unico al protagonista, arricchitosi a dismisura appunto con il gioco, tanto da indurlo a destinare una parte consistente dei suoi denari ai più sfortunati in particolare a donne protagoniste involontarie di storie drammatiche, a lui serve, o almeno lo illude, ad espiare la colpa, per altro inesistente, di non aver aiutato sua madre vittima del marito, suo padre, uomo spregevole. Le donne in questo romanzo hanno una parte determinante per diverse di loro ne descrivo il carattere sottolineandone valore e debolezza, qualsiasi circostanza stiano vivendo, per scelta o per sventura; alcuni personaggi maschili sorprendono nel bene e nel male certi estrapolati da figure stereotipe livornesi a dir poco pittoresche il tutto miscelato al fascino del giallo inevitabile, a mio avviso, per rendere il percorso più accattivante. Dunque, sintetizzando, un viaggio di molti anni per diverse tipologie di essere umano, costretti a fare i conti con scoperte e accadimenti sorprendenti e, in conseguenza, con le proprie coscienze; il finale, spiazzante, mette di fronte ad un bivio protagonisti e lettori, un dilemma inimmaginabile quanto inquietante.

Nove giorni solo

SKU: 978-88-33871-26-4
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